“La Multiservizi fabbrica di utili” , “Marche Multiservizi non conosce crisi” così gli
organi di informazione riportavano nei giorni scorsi l’esito della assemblea dei
soci della azienda a capitale misto pubblico privato che si occupa di acqua, gas e rifiuti.
La società, partecipata dagli enti locali del territorio ha conseguito, come evidenziato
dal bilancio di esercizio 2011, utili considerevoli visto che si parla di un risultato operativo
pari a 9 milioni di euro, un utile lordo di 7,3 ed un utile netto di 3,7 milioni dopo
le interessenze di terzi.
Un ottimo risultato anche se parafrasando un nota pubblicità si potrebbe dire: “ti piace
vincere facile ? “ visto che di fatto quelli gestiti dalla azienda sono servizi in regime
di monopolio dato che gli utenti non hanno possibilità alcuna di poter rivolgersi ad altri
fornitori.
Gli amministratori della società hanno evidenziato la “validità” delle scelte effettuate
giustificandole con il buon risultato economico, un risultato che nessuna altra azienda,
in particolare quelle private che operano sul libero mercato in pratica in regime
di concorrenza può vantare.
Tralasciamo l’aspetto politico della questione, ci pare però doveroso mettere l’accento
sulla parte che riguarda da vicino i cittadini, in particolare in un momento come questo
di pesante crisi economica nel quale gran parte delle famiglie ha difficoltà a far fronte
alle spese o comunque a mantenere il livello di vita degli anni passati.
In questa situazione ci sembra che sia doveroso per una società a capitale misto
pubblico-privato guardare anche all’aspetto sociale e venire incontro alle legittime aspettative
dei cittadini i quali pur in presenza di utili della società che gestisce i servizi non vedono
nessun miglioramento a loro favore nelle bollette.
In particolare ci sembra che almeno per quanto riguarda il servizio per la raccolta
dei rifiuti urbani sia doveroso da parte della azienda un taglio della bolletta
considerato che per almeno venti giorni e più nel mese di Febbraio di fatto in
gran parte del territorio provinciale Marche multiservizi non ha dato alcun
“servizio” agli utenti a causa della neve.
I cassonetti sono rimasti irraggiungibili per settimane e i cittadini hanno dovuto accumulare
alla meglio i sacchetti dei rifiuti in attesa della ripresa della attività da parte dei mezzi della
azienda.
Visto pertanto che il notevole utile conseguito dalla società consente alla stessa
di programmare con serenità il prossimo futuro l’UDC chiede che almeno per le bollette
relative i rifiuti solidi urbani per il periodo in questione vengano considerati
i giorni di mancato servizio e pertanto venga diminuito il peso a carico dei cittadini
utenti.
Il Segretario Provinciale UDC ll Presidente Provinciale UDC
Avv. Alessandro Rosati Marcello Mei
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Dopo una partecipata assemblea tenutasi nei giorni scorsi, l’Udc di Cagli ha rinnovato gli incarichi dirigenziali. Stefano Mei è stato riconfermato Segretario. Per il Direttivo sezionale sono stati eletti: Luciano Casavecchia, Simonetta Lubrici, Francesco Monadi, Giuseppe Priori, Fabrizio Volpi e Ferruccio Volpi, mentre negli organismi di garanzia: Tarcisio Sabbatici, Gigetto Orlandi e Domenico Secci.
Nel corso dei vari interventi, sono stati fatti richiami alle problematiche nazionali in relazione alla difficile congiuntura del Paese, ma in particolare sulla situazione locale, con la sanità, la viabilità, la discarica comunale e le frazioni.
L’assemblea si è svolta in preparazione degli sviluppi politici dei prossimi mesi che vedranno la nascita del nuovo partito. L'Udc cagliese è intenzionata a continuare ad impegnarsi per il mantenimento dei servizi ospedalieri e per quelli diffusi sul territorio, oltre che per il controllo sull'attività della discarica, oggetto di molteplici polemiche nei mesi scorsi.
"In un momento particolare quello attuale - ha sottolineato il presidente provinciale dell’Udc, Marcello Mei - è necessario continuare a portare avanti l'impegno per la collettività attraverso la partecipazione e le proposte per la comunità locale".
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Pesaro 20/04/2012
FESTA DELLA LIBERAZIONE
Eccoci giunti alla vigilia del 25 Aprile 2012, l’Anniversario della Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista.
Non è e non deve essere una festa come le altre: una festa che, anche a distanza di molti anni, ha diviso e divide l’Italia e gli italiani, ma quest’anno avremo in più la visita a Pesaro da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che più di ogni altro incarna il simbolo dell’Italia.
Un simbolo di UNITA’
Un’Italia che piange e che ricorda le vittime di ambedue le parti, troppe volte in passato le verità sono state nascoste o distorte. Le verità storiche vanno lette bene, soprattutto anche nell'interesse delle giovani generazioni per creare distensione e sanare le ferite che speriamo si siano finalmente rimarginate.
La speranza di vedere un Paese diverso, unito sotto un unico patrimonio di cultura, tradizioni e storia, alla vigilia di quest’importante ricorrenza, credo che non debba essere un’utopia, un sogno, credo che pensare che tutto il Paese possa ricordare e piangere i caduti di quella che può essere definita una vera e propria guerra civile per la Libertà. Una Libertà raggiunta attraverso dolore e sofferenza, ma con un denominatore comune: l’UNITA’.
Sempre il nostro Presidente Napolitano meglio di tutti è riuscito ad interpretare il comune sentire: "Dalle inequivocabili parole contro la secessione alla necessità di un richiamo al rinnovamento della politica senza cancellare i partiti, come invece il populismo imperante vorrebbe”.
La politica sta vivendo una fase difficilissima e la tentazione è quella di distruggere l’attuale sistema dei partiti per proiettarsi in una nuova esperienza al buio, ma proprio oggi non dobbiamo dimenticare che la politica è la cura della cosa comune e si concretizza proprio con l’amministrazione della cosa pubblica, la buona amministrazione. Il 25 aprile 1945 segna il culmine del risveglio della coscienza nazionale e civile anche dei maggiori partiti politici di massa e dei partiti laici minori, non dimentichiamolo mai. La Resistenza fu caratterizzata dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, cattolici, liberali, repubblicani, anarchici), riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), i cui partiti componenti avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra.
Il Segretario Provinciale UDC
di Pesaro ed Urbino
(Avv. Alessandro Rosati)
Pesaro 12/04/2012
Una giornata di festa, ricordiamo da cattolici che si era
in presenza del Lunedì di Pasqua, che si è ridotta ad una
brutta pagina di cronaca a causa del gravissimo episodio
di violenza che ha portato all’accoltellamento di due ragazzi
extracomunitari a Cattolica.
Condividiamo e sposiamo in pieno l’appello lanciato dai
sindaci dei quattro comuni (Cattolica, Rimini, Gabicce e Pesaro)
e dai due Presidenti di Provincia (Rimini e Pesaro-Urbino) come
UDC della Provincia di Pesaro ed Urbino.
Questi fenomeni sono il risultato di una cultura dell’intolleranza,
dell’odio e del razzismo che dobbiamo cominciare a combattere
con prese di posizione chiare e nette, soprattutto se siamo qui,
non solo e non tanto, per fare gli amministratori delle nostre
città, ma anche per propugnare dei valori e dei riferimenti,dobbiamo
ridare dignità ai partiti proprio in occasioni come queste.
Per questo noi come forza politica siamo indignati (indignazione
che ci è arrivata anche da moltissimi cittadini) e crediamo che si
debba lavorare tutti insieme (Istituzioni, Partiti, Rappresentanze
sociali ed associazioni) per creare, finalmente, un clima diverso
nel nostro Paese, nel quale non trovino più cittadinanza i sentimenti
di odio, xenofobia e violenza e dove invece prevalga quella volontà di
solidarietà, di unità, di fratellanza e di dignità che con tanta nettezza
emergono dalla nostra Costituzione e dai precetti cattolici.
L’odio e l’intolleranza producono con facilità fenomeni di inaudita e
inammissibile gravità per un paese civile e noi abbiamo il dovere di
costruire e diffondere la cultura della convivenza civile e dell’integrazione
oppure saranno inevitabili altri episodi analoghi “nella crisi economica
più grave del dopoguerra”. Pertanto chiediamo che coloro che sono
preposti al rispetto della legge (perché le leggi contro la xenofobia e il
razzismo ci sono), provvedano a colpire severamente chi semina odio,
intolleranza, violenza.
Non chiediamo di reprimere la “libertà di opinione”, ma di impedire
violazioni aperte delle leggi dello stato. Si sta cercando di creare un clima
di paure nefasto che viene diffuso a piene mani da chi coglie ogni occasione
per sfogare i propri odi e le proprie fobie e che, purtroppo, viene alimentato
da settori politici che di questo fanno una delle ragioni della loro sopravvivenza
ed incrementato e potenziato da chi aderisce ai dettami della violenza e della
ideologia nazi-fascista, o al delirio creativo e razzista: del permesso di
soggiorno a punti al reato di clandestinità, dall’anagrafe dei barboni alla
banca del DNA ed alle ronde.
Nelle prossime settimane incontreremo i cittadini, le Istituzioni, gli altri
partiti, i sindacati, l’associazionismo offrendo loro la nostra disponibilità
ad un impegno straordinario per iniziative volte a diffondere una cultura
di legalità, libertà e integrazione.
Il Presidente Provinciale Il Segretario Provinciale
Marcello Mei Avv Alessandro Rosati
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Le considerazioni del Sindaco di Piobbico sulla valorizzazione del
turismo nelle zone interne della provincia mantenendo puliti ed
agibili i sentieri boschivi e montani sono pienamente condivisibili.
Le Marche giustamente si vantano di essere una regione che
può godere nello spazio di pochi chilometri di mare, colline e montagne .
In poco più di un'ora si può passare ad esempio dal mare di Gabicce
ai boschi del Monte Catria, passando per la Gola del Furlo e godendo
di panorami a tratti bellissimi e di aria pura.
La richiesta di una maggiore sinergia tra Comuni, Province e
Regione e' da appoggiare convintamente in quanto solo unendo
le forze si possono ottenere buoni risultati.
I sentieri delle nostre montagne sono in molti casi bellissimi e in
certe stagioni hanno poco da invidiare ai frequentatissimi sentieri
montani delle Alpi.
Sempre più spesso comitive o singoli escursionisti scelgono le zone
interne delle Marche e della nostra provincia per trascorrere alcuni
giorni di riposo immersi nella natura godendo magari anche delle ottime
capacità gastronomiche di ristoranti ed agriturismi.
Ripristinare o mantenere agibili i vari sentieri montani, soprattutto
valorizzarli sarebbe un incentivo notevole alla economia delle zone
interne che si basa anche su un flusso turistico che è in ascesa, in
particolare in questi anni di crisi economica ed occupazionale in tanti
settori il settore turistico potrebbe offrire anche posti di lavoro che
vengono meno in altri comparti.
Marcello Mei
Presidente Provinciale UDC
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